IL VIAGGIO DI FRA CLAUDIO

Una vita dedicata agli altri con semplicità e fede

«Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio» (Sap 3,1).

Nel mese di marzo avevamo raccolto questa breve intervista a Fra Claudio, allora ospite dell’Infermeria di Trento.
Il 22 maggio il Signore lo ha chiamato a sé.

Con gratitudine e affetto riproponiamo queste sue parole, per fare memoria della sua vita e del suo cammino francescano, affidandolo alla misericordia del Padre.

MI VUOLE RACCONTARE CHI È E DA DOVE VIENE?

Sono nato nel 1938 in un piccolo paese del Trentino, a Giovo, dove vivevo in modo semplice con la mia famiglia. Quando ero ancora giovane ho sentito il desiderio di diventare frate, così sono entrato in seminario. Lì ho studiato e nel 1963 sono diventato sacerdote. È stato un cammino lungo, ma bello, che mi ha aiutato a capire che volevo dedicare la mia vita agli altri.

QUAL È STATA LA SUA ESPERIENZA PIÙ IMPORTANTE COME FRATE?

Dopo alcuni anni, mi è stato chiesto di partire per Boston, negli Stati Uniti. Lì lavoravo in una parrocchia con tante persone, soprattutto italiani che erano emigrati.

Con i miei confratelli li aiutavamo nella vita di tutti i giorni: celebravamo la Messa, stavamo accanto agli anziani, ai giovani, agli ammalati.
Dopo Boston sono stato a Toronto, in Canada. Anche lì ho lavorato in parrocchie molto grandi, con tantissime famiglie. C’erano scuole, attività per i ragazzi, momenti di incontro per gli adulti. Mi piaceva molto stare con le persone, ascoltarle e cercare di dare una mano dove serviva. Era una vita impegnata, ma piena di senso.

HA VISSUTO ANCHE ESPERIENZE FUORI DALLE PARROCCHIE?

Sì, insieme ad altri frati abbiamo aiutato persone in difficoltà in paesi lontani, come nella Repubblica Dominicana. Ogni anno partivamo con gruppi di giovani per portare aiuti concreti: medicine, sostegno per le famiglie, aiuto per i bambini. Era bello vedere tanti ragazzi mettersi in gioco per gli altri.

Un’esperienza che mi è rimasta molto nel cuore è stata quella ad Haiti, dopo il terremoto del 2010. In quel momento tante persone avevano perso tutto.
Noi abbiamo cercato di aiutare costruendo una scuola. Non è stato facile: abbiamo dovuto trovare il terreno, organizzare i lavori, raccogliere fondi. Ma alla fi ne vedere quella scuola costruita è stata una grande gioia, perché signifi cava dare un futuro ai bambini.

OGGI COM’È LA SUA VITA?

Oggi sono anziano e da un paio di anni vivo nell’infermeria di Trento, vicino a dove sono nato. Per me essere frate non è solo fare tante attività, ma è anche sentirsi fratello degli altri in ogni momento della vita. Anche adesso, nel silenzio e nella semplicità, cerco di continuare a essere vicino agli altri nel modo che mi è possibile.

La cosa più importante che posso fare oggi è pregare: per chi soffre, per chi è solo, per chi ha bisogno di forza. Anche se non posso più muovermi come prima, posso essere vicino alle persone con la preghiera. E questo, in fondo, è quello che ho cercato di fare per tutta la vita: esserci, con semplicità, per chi aveva bisogno.

conosci le infermerie francescane?

Le infermerie francescane accolgono con cura e rispetto i frati anziani come Fra Claudio, che hanno donato la vita agli altri. Scopri di più su questo luogo di accoglienza e gratitudine e se vorrai potrai aiutarci a prenderci cura di loro ogni giorno.

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