LA SITUAZIONE DEI FRATI IN UCRAINA A QUATTRO MESI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

24 Giugno 2022

A quattro mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, i frati continuano a rimanere al fianco della popolazione, stremata dalle sofferenze e dalle lacerazioni portate dal conflitto. L’Ordine dei frati minori, sin da subito, si è attivato per offrire accoglienza, ascolto e aiuto alle persone nel territorio di conflitto e nei paesi limitrofi.

Il Ministro Provinciale dell’Ucraina, Fr. Daniel Botvina, che vive nei pressi di Kiev riassume così la situazione:

“Nei primi giorni della guerra c’era un grande disorientamento, una folla che scappava, da ogni angolo, da est verso ovest. Sin da subito ci siamo messi a servizio della popolazione locale, aiutando, ascoltando, fornendo la prima assistenza. Dall’inizio del conflitto più di mille pacchi salvavita di viveri, kit sanitari e materiali per l’igiene e primo soccorso sono stati offerti alle persone e ai militari che ne facevano richiesta.

Conosco molte persone che sono morte in battaglia. Ricordo una donna di 60 anni: mi ha mostrato la sua casa, ma mi ha detto che ora non c’è più, completamente abbattuta. Ricordo una mamma con una bambina di sette anni, di Zaporizhia: mi diceva che i russi una volta entrati nei villaggi hanno fatto una lista delle case vuote, hanno preso queste case e le hanno occupate. Ora viviamo l’attimo, con la paura di poter morire da un momento all’altro. Non ho pensieri per il futuro. Preghiamo e aiutiamo”.

 Fr. Daniel termina la sua descrizione ringraziando infinitamente l’Ordine tutto, tutti i benefattori e tutti coloro che gli sono stati vicini ai frati in Ucraina: “Voglio ringraziare l’Ordine tutto e ogni singolo benefattore per ogni vostro singolo atto di generosità. Ho sentito grande vicinanza dal Ministro Generale e da ogni frate del nostro ordine”.

In Ucraina i frati minori sono presenti con 17 case e 60 frati. Dal giorno seguente all’inizio del conflitto, moltissimi benefattori, confratelli e conventi da ogni angolo della terra hanno risposto con generosità all’appello del Ministro Generale Fr. Massimo Fusarelli, permettendo una sempre maggiore risposta dei bisogni delle persone, di famiglie e bambini.

 

 

I frati e i volontari mentre ricevono pacchi con beni di pima necessità inviati grazie al sostegno dei numerosi benefattori

Quello che succede a Kiev

Nella capitale, a Kiev, a quattro mesi dall’inizio delle ostilità si vive un clima di apparente tranquillità, interrotta dalle sirene e dalla corsa nei sotterranei.

A Zhytomyr, ad ovest di Kiev, siamo 7 frati, aiutiamo in maniera continua 50 famiglie ogni giorno, circa 600 dall’inizio del conflitto. La voglia di combattere al fianco delle forze ucraine cresce tra la gente comune. Le nostre case sono aperte a tutti. Ricordo la storia di una mamma, in parte paralizzata e con due bambini: ha lasciato andare suo marito a combattere, capendo che il bisogno di difendere la sua terra era il desiderio più grande. Moglie e marito parlano 10-15 secondi ogni settimana con dei messaggi rapidi e veloci: ‘sta piovendo’ o ‘non sta piovendo’ sta a significare, cadono le bombe o non cadono le bombe”. Queste le parole di Fr. Cristian, ucraino, che era tornato nel suo paese per una visita, quando è iniziata improvvisamente l’invasione russa.

Fr. Cristian era a Roma ed ha raggiunto la sua famiglia in Ucraina pochi giorni prima dall’inizio della guerra per il funerale di suo papà; ora non vuole tornare per stare vicino al suo popolo: è nella città di Zhytomyr, dove documenta la distruzione della guerra e aiuta le persone. “Gli asili nido qui stanno riaprendo, ma solo quelli che hanno dei sotterranei per un riparo dalle bombe. Spesso sono i genitori, con gli insegnanti, che scavano i ripari necessari con la pala, per permettere l’istruzione ai figli”.

 

 

Il messaggio del Ministro Generale, fr. Massimo Fusarelli

Durante la Settimana Santa ho avuto la possibilità insperata di visitare la parte occidentale dell’Ucraina, incontrando frati e rifugiati.

Incontrare le persone, ascoltare le loro storie, vedere i loro volti e contattare il loro dolore mi ha permesso di capire e vedere le cose da un altro punto di vista. Ho potuto fare esperienza dell’aiuto concreto che stiamo fornendo e della solidarietà che ogni singolo benefattore ci ha permesso di fare, fornendo, cibo e medicinali che sono salvavita.

Oggi resta in me un grande dolore, il dolore dei più deboli, dei bambini e delle loro mamme che proteggono i loro piccoli da un futuro incerto, dalle bombe e dal rumore degli spari. Porto con me la fierezza di un popolo che non s’arrende. Gli aiuti che stiamo fornendo, cibo e medicinali sono salvavita.

L’Ucraina è oggi il conflitto, ma ci sono altri conflitti, altre sofferenze e morti. Solo in Africa ci sono 28 conflitti in atto di cui si parla poco, questo è un banco di prova per reagire ai temi della carità, della pace e della giustizia”.

Aiuta la popolazione Ucraina che soffre e scappa dalla guerra

 

Ti potrebbe anche interessare