Breve storia della chiesa San Francesco di Mantova

La nascita dell’ordine francescano a Mantova

Nel 1220 Francesco tornando dall’Oriente, durante il viaggio di ritorno verso Assisi, passando per Venezia, Padova, Verona e Vicenza, affida ad alcuni compagni il compito di sostenere la nascita di nuove presenze di frati minori.

Così è successo anche nella città di Mantova: Francesco riceve in dono una piccola chiesa dedicata all’Incoronata e lascia a frate Benvenuto il compito di formare la prima comunità di frati in questo luogo. Benvenuto avrebbe costruito in pochi anni un convento e ingrandito la chiesa, dedicandola proprio al santo di Assisi.

La presenza dei frati in città risale al 1232: significa che in pochi anni la novità portata dai seguaci di Francesco era stata ben accolta e sostenuta dagli abitanti di Mantova.

 

La nuova chiesa di San Francesco

Grazie all’aumento del numero dei frati si decise di costruire una nuova chiesa che è stata completata nel 1304, sotto la guida dell’architetto Germano.

Per tutto il secolo la chiesa e il convento crescono e prosperano, anche grazie alla benevolenza dei nuovi signori di Mantova, i Gonzaga, che scelsero San Francesco come mausoleo di famiglia. La cappella di San Ludovico (oggi chiamata Cappella Gonzaga) sarà il luogo di sepoltura per alcuni importanti membri della famiglia fino al 1500.

Durante questi secoli la chiesa viene impreziosita dal lavoro di alcuni grandi artisti come Palma il Vecchio, Girolamo Bonsignori, il Parmigianino e Andrea Mantegna: un’importante tela uscita dalla bottega mantegnesca e destinata alla cappella funebre di Ludovico Gonzaga – oggi conservata alla Pinacoteca di Brera a Milano – rappresenta San Bernardino da Siena tra due angeli.

Proprio San Bernardino da Siena, partecipa al Capitolo Generale dell’Ordine dei frati Minori che ha avuto luogo qui nel 1418 e torna in città nel 1421, invitato dalla marchesa Paola Malatesta, per predicare la Quaresima. San Giacomo della Marca, nel 1459 partecipa alla Dieta di Principi indetta a Mantova da papa Pio II e interviene in varie sedi per difendere la santità delle reliquie del Preziosissimo Sangue conservate nei Sacri Vasi. Anche il beato Bernardino da Feltre visita Mantova e favorisce la fondazione di un Monte di Pietà, per combattere la piaga dell’usura che imperversava anche qui.

La casata dei Gonzaga governa la città virgiliana e favorisce i frati fino ai primi anni del 1700 quando salgono al potere gli austriaci.

 

 

Il declino della chiesa

Nel 1782 Giuseppe II d’Austria soppresso il convento, prende il controllo dei beni e delle opere d’arte e fa diventare la chiesa un arsenale militare.

Così il convento di San Francesco rimane una “polveriera” fino al 1942, quando i frati minori tornano ad abitare il convento e riaprono la chiesa per le funzioni religiose. Il 5 aprile 1945, tuttavia, l’esercito alleato, bombarda tutta la zona della stazione ferroviaria, danneggia gravemente l’edificio: la facciata e la Cappella Gonzaga sono gli elementi architettonici a subire meno danni.

 

La rinascita

Nel 1952 i frati, grazie all’aiuto e alla generosità di tutta la città, iniziano a ricostruire San Francesco, restituendo a Mantova, nell’attuale maestosa e spoglia bellezza, un luogo tanto importante per tutti in cui Arte e Spiritualità da sempre convivono felicemente.

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