quando l’amarezza diventa dolcezza
L’incontro che cambia san Francesco
Lo sguardo di Fra Carlo sull’incontro di Francesco con il lebbroso
Nel cammino che stiamo vivendo in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, ci soffermiamo oggi su uno dei passaggi più importanti della sua vita: l’incontro con il lebbroso.
Non si tratta di un episodio marginale, ma di un momento decisivo nel suo percorso di conversione. È lo stesso Francesco, nel suo Testamento, a indicarne l’importanza, scegliendo di partire proprio da questa esperienza per raccontare l’inizio della sua vita nuova.
l’inizio della conversione
Nel suo Testamento, Francesco scrive: “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così…”.
Ricorda che, quando era ancora lontano da questo cammino, la vista dei lebbrosi gli provocava un senso di rifiuto e amarezza. Era qualcosa che non riusciva a sopportare. Eppure, è proprio lì che il Signore lo conduce.
Francesco non sceglie da solo questo incontro: lo vive come un dono ricevuto, un passaggio guidato che segna profondamente la sua esistenza.
dalla giovinezza spensierata alla crisi interiore
L’incontro con il lebbroso segna una trasformazione radicale. Francesco racconta che, dopo aver usato misericordia verso di loro, ciò che prima gli sembrava amaro si trasforma in dolcezza d’animo e di corpo.
È un passaggio profondo: dalla paura alla libertà, dalla distanza alla vicinanza, dal rifiuto all’accoglienza.
Questo cambiamento non nasce da uno sforzo puramente umano, ma da un cammino che Francesco compie insieme al Signore, lasciandosi guidare oltre le proprie resistenze.
l’apertura all’altro e a sÉ stessi
Questo incontro non cambia solo il modo di vedere i lebbrosi, ma apre Francesco in molte direzioni.
È un’apertura verso sé stesso, perché scopre capacità e sensibilità nuove. È un’apertura verso l’altro, in particolare verso chi è fragile, escluso e rifiutato.
Non si tratta di un gesto isolato, ma dell’inizio di uno stile di vita che chiede continuità, coinvolgimento e fedeltà nel tempo.
una scelta concreta: vivere accanto ai lebbrosi
Le fonti raccontano che Francesco torna più volte dai lebbrosi. Non si limita a un singolo incontro, ma sceglie di stare con loro, di condividere la loro vita.
Li serve, lava i loro corpi segnati dalla malattia, si prende cura delle loro ferite. Tommaso da Celano sottolinea quanto questo fosse distante dalla sua sensibilità iniziale.
Eppure, è proprio in questa vicinanza che nasce una vita nuova.
uno stile di vita che diventa fraternità
Questo coinvolgimento diventa per Francesco uno stile stabile. Non riguarda solo lui, ma anche i suoi primi compagni.
Francesco invita i suoi frati a vivere tra i lebbrosi, a condividere la loro condizione, a farsi prossimi. È così che prende forma una fraternità concreta, fondata sulla cura e sulla presenza.
Un’esperienza che continua oggi
Questa esperienza non appartiene solo al passato. Anche oggi, l’incontro con chi è fragile può diventare un luogo di cambiamento.
Nella mia esperienza di frate, ho potuto vivere accanto a persone segnate dalla sofferenza: detenuti, malati di AIDS, persone senza dimora, uomini e donne segnati da situazioni di grave emarginazione.
Sono incontri che trasformano, che aiutano a crescere, a guardare sé stessi e gli altri in modo diverso.
Anche in contesti dove la povertà è meno visibile, resta la responsabilità di custodire questo stile. Uno stile fatto di attenzione, appartenenza e cura verso le persone più fragili.
La testimonianza di San Francesco d’Assisi continua a interrogare il presente: invita a superare le distanze, ad avvicinarsi, a lasciarsi trasformare dagli incontri.
È proprio lì, spesso, che può nascere una vita nuova.
FRA CARLO CAVALLARI VIVE NEL CONVENTO DELL’ISOLA
DI SAN FRANCESCO DEL DESERTO A VENEZIA
In un tempo segnato da paura e divisioni,
l’incontro con un lebbroso cambia la vita di Francesco