Accendere una luce

È sempre difficile rispondere alla domanda: “Chi è Gesù per te?”, perché dovrei elencare tante cose. È più semplice, invece, rispondere alla domanda: “Cosa sarebbe la tua vita senza Gesù?”. Basta una parola: vuota. Solo con Gesù, infatti, la mia vita acquista senso perché è Gesù che cerco e che incontro nei fratelli, nella Parola, nei sacramenti. Gesù si fa presente in ogni luogo e in ogni persona e mi è sempre accanto, anche se io, a volte, pur essendo un frate, faccio fatica a vederlo.

È in questi momenti di difficoltà e di fatica che penso a San Francesco e alla sua grande capacità di ripartire. Per me San Francesco è un uomo che, nonostante qualche sconfitta e qualche caduta, non si è mai fermato, perché aveva chiaro ciò che voleva essere. Il suo esempio, la sua semplicità e umiltà, l’attenzione che aveva sempre per gli altri sono per me delle guide e degli strumenti per portare pace e speranza agli altri. C’è un episodio nella vita di San Francesco che significa molto per me: quando, non ancora frate, incontra un lebbroso e sente il desiderio di abbracciarlo. È ciò che sentivo anch’io quando facevo volontariato con i poveri e tutt’ora quando posso abbraccio chi di solito non riceve abbracci, sia esso un migrante o un senza fissa dimora.

Quando ho scelto di indossare il saio ho cambiato vita perché questo abito mi ha liberato: prima ero chiuso, impacciato, timido, ma poi ho sentito una grande responsabilità e la forza e il coraggio per affrontarla. Questo abito, infatti, significa gioia e incontro, è una testimonianza fortissima e se lo indossi non puoi non metterti in gioco e vivere per Gesù Cristo. Questo è ciò che provo a fare, donandomi agli altri con amore con tutto ciò che sono, anche con i miei limiti e i miei difetti, anche quando non riesco a dedicare tempo e attenzioni a tutti, soprattutto a chi non ha il coraggio di chiedere, chi vuole restare invisibile, chi tira su muri enormi che devono essere abbattuti.

Credo che dare speranza a queste persone sia fondamentale, ce lo impone il nostro essere cristiani: mai disperare! Dobbiamo cercare di accendere una luce anche quando la vita sta andando male. Il saio in questo aiuta perché San Francesco entra nei cuori della gente con una facilità enorme. Non c’è musulmano, ateo, credente, non credente che non tenda l’orecchio quando si parla di San Francesco e così ci si può sedere vicini, ascoltarsi e donarsi.

fr. Davide Ferla

Fra Davide

È responsabile delle attività di carità del Convento di Sant’Antonio di Padova di Torino, qui mette in pratica ogni giorno che carità è amore, è dedicare tempo a chi chiede, prima ancora di essere aiutato e di essere ascoltato.

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